Cinque coordinate per educare alla consapevolezza

La scuola si trova oggi di fronte a una sfida che non può permettersi di affrontare con gli strumenti del passato. L’intelligenza artificiale generativa, gli ecosistemi digitali in continua evoluzione, la proliferazione di informazione e disinformazione richiedono a docenti e dirigenti scolastici un aggiornamento costante non per rincorrere l’ultima tecnologia, ma per comprendere le trasformazioni cognitive e culturali che investono

Volano per il bene comune e pilastro per la coesione sociale

Nella cultura andina esiste un concetto millenario evocato dalla parola “Ayni”, che vuole dire reciprocità, mutuo soccorso, aiuto reciproco. Sembra che questo concetto affondi le radici nei suoni sacri e ancestrali nati già prima degli Inca e ancora più antichi della stessa lingua quechua. In tutte le lingue ancestrali della cordigliera andina, questo termine rappresenta la celebrazione stessa della vita:

La difficile transizione dal primo al secondo ciclo d’istruzione

L’orientamento scolastico non può essere considerato un semplice adempimento procedurale collocato alla fine del primo ciclo, né tantomeno un atto neutro privo di conseguenze. Esso rappresenta una vera scelta di civiltà, perché riflette l’idea di scuola e di società che si intende costruire. Orientare significa assumersi la responsabilità di accompagnare ragazze e ragazzi in una fase di passaggio in cui

È solo una questione terminologica?

Non siamo di fronte a una semplice metamorfosi terminologica, bensì a un’evoluzione strutturale che sposta ulteriormente il baricentro politico e pedagogico del rapporto tra istruzione e occupazione Con il Decreto Scuola 2025 (Decreto-Legge 127/2025 convertito con modificazioni dalla L. 30 ottobre 2025, n. 164), i vecchi PCTO sono stati ufficialmente ridenominati “Formazione scuola-lavoro”, segnando un netto cambio di rotta rispetto